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Cos'è il Piano?

Il Piano dell’Unione, previsto dalla riforma del Sistema Regione – Autonomie locali (Legge regionale 26/2014) è uno strumento partecipativo di programmazione e di pianificazione delle politiche di sviluppo dell'area vasta, che costituisce l'atto di indirizzo strategico fondamentale dell'Unione territoriale intercomunale.

Il Piano, sulla base dell'analisi della situazione socio-economica, condivisa dai principali portatori di interesse operanti nell'ambito territoriale di riferimento, assegna all'Unione gli obiettivi prioritari da perseguire, individuando tempistiche e modalità di realizzazione.

Il Piano è strutturato sul triennio e viene aggiornato annualmente (in termini tecnici si tratta di un “piano triennale a scorrimento annuale”).

Entro il 30 settembre di ogni anno l'Assemblea dei Sindaci approva il Piano dell'Unione, previo l'ottenimento dei pareri da parte dei Consigli comunali dei Comuni aderenti all'Unione.

Parte degli interventi previsti dal Piano dell'Unione vengono finanziati con l'Intesa per lo sviluppo locale e regionale. Quest'ultima rappresenta uno strumento innovativo di governo multilivello del territorio dell'area vasta, introdotto nell'ordinamento regionale con la riforma della finanza locale di cui alla legge regionale n. 18/2015.

L'articolo 7 della L.R. n. 18/2015 disciplina la “Concertazione delle politiche per lo sviluppo del sistema integrato” prevedendo il coordinamento e la concertazione annuale delle politiche di sviluppo responsabile e solidale del sistema integrato Regione-Autonomie locali, nel rispetto del principio di leale collaborazione.

Gli interventi previsti dall'Intesa sono finanziati da un fondo straordinario per gli interventi di area vasta, il cui ammontare è annualmente determinato con la manovra finanziaria regionale.

Come si svolge il processo di elaborazione del Piano dell'Unione e l'individuazione delle priorità, da presentare alla Regione, per ottenere i finanziamenti relativi all'Intesa per lo sviluppo?

Come primo passo, gli input vengono definiti dagli organi politici dei Comuni e dell'Unione, a partire dalle politiche di sviluppo già individuate dai Comuni e dagli aspetti che attraversano trasversalmente le diverse parti del territorio, individuati dall'Unione.

Le strutture organizzative dell'Unione raccolgono i dati e i documenti che provengono dai Comuni fermo restando che, per quanto riguarda complessivamente il territorio giuliano, alcuni importanti input per l'elaborazione delle strategie sono mutuati direttamente dalla pianificazione territoriale e strategica della ex Provincia di Trieste (sotto questo profilo, va considerato che, nel caso dell'Uti Giuliana, il territorio della soppressa Provincia di Trieste coincide perfettamente con il territorio dell'Unione).

Attraverso incontri di approfondimento, di carattere politico e tecnico, anche per mezzo della formazione di gruppi di lavoro interistituzionali, le strutture tecniche dell'Unione (Ufficio di Piano) predispongono la proposta di Piano dell'Unione. Tale proposta rappresenta il primo documento scritto che scaturisce dal processo.

La proposta di Piano viene discussa e quindi adottata dall'Assemblea dei Sindaci dell'Unione i quali individuano altresi le priorità d'intervento sulle quali proporre il finanziamento nell'ambito delle fasi della negoziazione con la Regione e della concertazione in seno al CAL.

La proposta viene quindi presentata ai Consigli comunali per ottenere l'espressione del parere da parte degli stessi e, una volta ottenuto detto parare (o, in assenza del parere, trascorsi 30 giorni) l'Assemblea dei Sindaci procede all'approvazione del Piano e all'invio dello stesso alla Direzione regionale delle autonomie locali e coordinamento delle riforme.

Il passo successivo è rappresentato dalla “fase di negoziazione”, ovvero la convocazione del Presidente dell'Unione, da parte dell'Amministrazione regionale (di norma gli Assessori regionali interessati), per addivenire alla individuazione degli interventi di interesse locale e regionale da inserire nella proposta di Intesa per lo sviluppo del sistema integrato, da presentare al Consiglio per le Autonomie locali (CAL) quale strumento della concertazione tra la Regione e gli Enti locali.

Il Consiglio delle Autonomie locali è l'organo di consultazione e di raccordo tra la Regione e gli Enti locali costruito da 18 rappresentanti delle Unioni (uno per ciascuna), eletti con voto uguale e paritario, per un periodo di cinque anni.

Una volta intervenuta l'approvazione, da parte del CAL, del documento relativo all'Intesa per lo sviluppo regionale e locale, gli interventi previsti dall'Intesa ottengono i relativi finanziamenti regionali; ossia la spesa per la realizzazione degli interventi trova copertura nell'ambito del bilancio regionale, fermo restando che in ogni caso la programmazione finanziaria per la realizzazione degli interventi ricompresi nell'ambito dell'Intesa deve prevedere anche la sussistenza di quote di cofinanziamento rese disponibili da parte degli enti locali (Comuni e/o Unione).

A questo punto del processo interviene la stipula dei patti territoriali tra le singole Unioni e la Regione.

Con l'introduzione dello strumento pattizio per la regolazione dei rapporti tra l'Unione e la Regione il legislatore regionale afferma ed estrinseca il principio della equiordinazione tra gli enti costituzionalmente previsti nell'ambito dell'ordinamento della Repubblica (articolo 114 della Costituzione) e introduce uno strumento innovativo per il perseguimento dello sviluppo locale (Intesa per lo sviluppo e i conseguenti patti territoriali). L'innovazione sta nel fatto che le politiche per lo sviluppo locale non vengono perseguite esclusivamente attraverso il finanziamento di leggi di settore, ma – per la prima volta – attraverso l'allocazione di risorse, direttamente a favore dei territori, su istanze locali volte in modo particolare all'individuazione e al superamento delle cause che provocano ostacoli o ritardi dello sviluppo.

L'estensione del territorio dell'UTI Giuliana – Julijska MTU coincide con il territorio della ex Provincia di Trieste. Attraverso la conoscenza maturata nei diversi settori di competenza, in gran parte “ereditata”, l'UTI Giuliana – Julijska MTU riesce a tratteggiare le peculiarità del territorio per delineare le strategie e le azioni di sviluppo per l'area vasta.

L'obiettivo è quello di riconoscere le eccellenze, così come i ritardi, i gap, nell'ambito delle caratteristiche specifiche del territorio, che si articolano nei diversi settori socio-economici, nelle politiche sociali e in ulteriori ambiti, e che si riflettono anche nelle singolarità dell'asseto geomorfologico, nelle peculiarità culturali e nella qualità del territorio in termini di vivibilità. L'intento è quello di trasformare tutti questi fattori in occasioni e motori di sviluppo futuro per le realtà locali.

Il Piano dell’UTI Giuliana – Juliska MTU si articola su tre livelli. Vengono individuati quattro ambiti strategici scomposti negli obiettivi, strategici ed operativi. Gli obiettivi individuati nel Piano dell'Unione vengono perseguiti attraverso la programmazione di una serie di azioni che avranno ricadute dirette sul territorio con interventi mirati come meglio descritto nella sezione descrittiva specifica.

Pagina pubblicata Venerdì, 13 Aprile 2018 - Ultima modifica: Giovedì, 26 Aprile 2018

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